previste: se lo cogliamo sotto Brünn...»
E il principe Dolgorukov espose in fretta e in forma confusa il piano di attacco laterale di Weirother.
Il principe Andrej cominciņ a muovere obiezioni e ad esporre il suo piano, che sarebbe potuto essere non meno valido del piano di Weirother, ma aveva il mero difetto di non essere stato appena approvato come il piano di Weirother. Non appena il principe Andrej si mise a dimostrare gli svantaggi di quel piano e i vantaggi del proprio, Dolgorukov smise di ascoltarlo e cominciņ a guardare in modo distratto la carta topografica e la faccia del principe Andrej.
«Del resto, oggi Kutuzov terrą consiglio di guerra: avrete modo di esporre le vostre vedute,» disse Dolgorukov.
«Č quello che farņ,» rispose il principe Andrej scostandosi dalla carta.
«Ma di che cosa vi state preoccupando, signori?» disse Bilibin, che fino a quel momento aveva ascoltato la loro conversazione con un sorriso e adesso palesemente si accingeva a scherzare. «Che domani si abbia una vittoria o una disfatta, la gloria delle armi russe č gią assicurata. Salvo il vostro Kutuzov, non c'č un solo comandante di divisione che sia russo. I comandanti sono: Herr General Wimpfen, le comte de Langeron. le prince de Lichtenstein, le prince de Hohenlohe et enfin Prsch... prsh... et ainsi de suite, comme tous le noms Polonais.»
«Taisez vous, mauvaise langue,» disse Dolgorukov. «Del resto, non č vero; ci sono anche due russi: Miloradovič e Dochturov. E ce ne sarebbe stato un terzo, il conte Arakčeev, ma ha i nervi deboli.»
«Penso che ormai Michajl Ilarionovič sia uscito,» disse il principe Andrej. «Vi auguro fortuna, signori,» soggiunse; e uscģ, dopo aver stretto