entrechat, batté un piede contro l'altro e, ritta sulle punte, percorse qualche altro passo.
«Vedi che riesco a star ritta? Guarda,» disse; ma non riuscì a reggersi sulle punte. «Ecco cosa voglio io! Non mi sposerò mai con nessuno, farò la ballerina. Tu però non dirlo a nessuno.»
Rostov scoppiò in una risata così allegra e sonora, che Denisov dalla sua stanza ne provò invidia; Nataša a sua volta non potè trattenersi e scoppiò a ridere con lui.
«Non ti sembra bello?» continuava a dire.
«Bello. Con Boris, allora, non ti vuoi più sposare?»
Nataša arrossì.
«Io non voglio sposare nessuno. E lo dirò anche a lui, appena lo vedrò.»
«Ah, sì?»
«Sì, queste sono tutte sciocchezze,» continuò a cicalare Nataša. «Ma dimmi: è bravo Denisov?» domandò poi.
«Sì che è bravo.»
«Be', addio per ora, vatti a vestire. Senti, fa paura Denisov?»
«Perché dovrebbe far paura?» domandò Nikolaj. «No, Vas'ka è un bravissimo ragazzo.»
«Lo chiami Vas'ka tu?... che buffo! Ma allora, è proprio bravo?»
«Sì, molto bravo.»
«Be', sbrigati a venire a prendere il tè. Lo beviamo tutti insieme.»
Nataša si levò in punta di piedi e uscì dalla stanza come fanno le ballerine, ma sorridendo come sorridono soltanto le fanciulle di quindici anni quando sono felici. Incontrando Sonja in salotto, Nikolaj arrossì. Non sapeva come comportarsi con lei. Il giorno avanti, nel primo momento