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Razguljaj - il cocchiere Ipatka sa dov'è - rintraccia Il'juška, lo zingaro, quello che ha ballato quella volta in casa Orlov, con indosso quella casacchina bianca, e portalo qui da me.»   
   «E lo devo portar qui con le zingare?» domandò Nikolaj, ridendo.   
   «Va', va'!...»   
   In quel momento, a passi felpati, con quell'aria affaccendata e nel tempo stesso cristianamente sottomessa, che non l'abbandonava mai, Anna Michajlovna entrò nella stanza. Sebbene ogni giorno Anna Michajlovna s'imbattesse nel conte in veste da camera, ogni volta egli restava confuso e si scusava per il suo abbigliamento.   
   «Non fa nulla, caro amico,» disse lei, abbassando rassegnata la palpebre. «Quanto a Bezuchov ci vado io. Pierre è arrivato a Mosca, quindi potremo prendere dalle sue serre tutto quel che vi serve. E poi io ho bisogno di vederlo. Lui mi ha mandato una lettera da parte di Boris. Grazie a Dio, Borja adesso è allo stato maggiore.»   
   Il conte, lietissimo che Anna Michajlovna si assumesse una parte delle sue commissioni, ordinò di attaccare per lei la carrozza piccola.   
   «Dite a Bezuchov che venga al pranzo. Lo includo nell'elenco. Come va con sua moglie?» domandò.   
   Anna Michajlovna alzò gli occhi al cielo e sul volto si dipinse una profonda costernazione.   
   «Ah, caro mio, Pierre è molto infelice,» disse. «Se quel che dicono è vero, la cosa è orribile. Chi l'avrebbe mai pensato quando ci rallegravamo tanto della sua felicità? E pensare che è un'anima sublime, celestiale, il giovane Bezuchov! Lo compiango di cuore, e per quanto posso cercherò di consolarlo.»   
   «Ma perché, di che si tratta?» domandarono i due Rostov, il vecchio e

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