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il giovane.   
   Anna Michajlovna trasse un profondo sospiro.   
   «Dicono che Dolochov, il figlio di Mar'ja Ivanovna l'ha compromessa irrimediabilmente,» rispose Anna Michajlovna in un bisbiglio misterioso. «Bezuchov l'aveva protetto, l'ha invitato a casa sua a Pietroburgo; ed ecco... è arrivata lei, qui a Mosca, e quello scapestrato si è messo a farle la corte,» disse Anna Michajlovna, volendo esprimere la sua simpatia per Pierre, ma dimostrando invece con le sue intonazioni involontarie e con un mezzo sorriso la sua simpatia per lo scapestrato, come lei chiamava Dolochov. «Dicono che Pierre sia prostrato dal dolore.»   
   «Be', in ogni caso ditegli di venire al Club: servirà a distrarlo. Sarà un banchetto memorabile.»   
   Il giorno dopo, il 3 marzo, passata l'una dopo mezzogiorno, duecentocinquanta membri del Club inglese e cinquanta invitati attendevano per il pranzo il caro ospite ed eroe della campagna austriaca, il principe Bagration. In un primo momento, ricevendo notizie sull'esito della battaglia di Austerlitz, Mosca era rimasta perplessa. In quell'epoca i russi erano così abituati alle vittorie che, appresa la sconfitta, alcuni semplicemente non vi avevano creduto, altri avevano cercato la spiegazione di un avvenimento così inaudito in qualche causa straordinaria. Al Club inglese, dove si riuniva la società più autorevole, più informata e influente, nel mese di dicembre, quando le notizie cominciarono ad affluire, ci si astenne da qualunque commento sulla guerra e sull'ultima battaglia, come se tutti si fossero accordati per non farne parola. Le persone che davano il la alle conversazioni, e cioè il conte Rastopèin, il principe Jurij Vladimiroviè Dolgorukij, Valuev, il conte Markov, il principe Vjazemskij al Club non si facevano vedere, ma si riunivano nelle

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