pensare che è il figlio di Mar'ja Ivanovna Dolochova, una signora così per bene. Figuratevi che hanno trovato, chissà dove, un orso, l'hanno fatto salire con loro in carrozza e l'hanno portato da certe attrici. È accorsa la polizia per metterli al loro posto, e quelli hanno acchiappato il commissario del quartiere, l'hanno legato schiena a schiena all'orso e hanno lasciato cadere l'orso nella Mojka; l'orso nuotava e il commissario gli stava sopra.»
«Magnifica, ma chère, la figura di quel commissario,» esclamò il conte torcendosi dal ridere.
«Che orrore! Vi pare che ci sia da ridere, conte?»
Ma anche le signore senza volerlo ridevano.
«Quell'infelice è stato salvato a stento,» continuò l'ospite. «E questo è il bel modo di divertirsi di un figlio del conte Kirill Vladimiroviè Bezuchov! Eppure dicevano tutti che è così intelligente, così educato. Ecco dove è andata a finire la sua educazione all'estero. Spero che qui a Mosca nessuno vorrà riceverlo, nonostante sia così ricco. Volevano presentarmelo. Ho rifiutato recisamente; ho delle figlie, io.»
«Perché dite che quel giovanotto è così ricco?» domandò la contessa, chinandosi in modo da scostarsi dalle ragazze, le quali fecero subito finta di non ascoltare. «Il conte ha soltanto dei figli illegittimi, e a quanto pare... anche Pierre lo è.»
L'ospite fece un vago gesto con la mano.
«Ne avrà una ventina, quello, di illegittimi.»
La principessa Anna Michajlovna intervenne di nuovo, col palese desiderio di ostentare le sue relazioni e la sua conoscenza di tutti gli avvenimenti mondani.
«Si tratta di questo,» disse con aria allusiva e quasi sottovoce. «La