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reputazione del conte Kirill Vladimiroviè è nota... Dei figli che ha avuto ormai ha perso il conto, ma questo Pierre è sempre stato il suo prediletto.»   
   «Che bel vecchio era,» disse la contessa, «ancora fino all'anno scorso! Non ho mai visto un uomo così bello.»   
   «È molto cambiato adesso,» disse Anna Michajlovna. «Stavo dunque dicendo,» proseguì, «che per parte di moglie l'erede diretto di tutta la sostanza sarebbe il principe Vasilij, ma il padre ha sempre amato molto Pierre, si è preoccupato della sua educazione e ha anche scritto all'imperatore... Quindi, qualora il conte morisse (sta così male che la cosa può succedere da un momento all'altro, e Lorrain è accorso da Pietroburgo), nessuno può dire a chi toccherà questo immenso patrimonio: se a Pierre, cioè, o al principe Vasilij. Quarantamila anime e molti milioni di rubli. Io lo so bene, perché me l'ha detto il principe Vasilij in persona. E poi Kirill Vladimiroviè è mio zio in terzo grado dal lato materno. È stato anche padrino di Borja,» aggiunse, fingendo di non dare alcun peso a questa circostanza.   
   «Il principe Vasilij è arrivato a Mosca ieri. Mi hanno detto che va a un'ispezione,» continuò l'ospite.   
   «Sì, ma entre nous,» disse la principessa, «si tratta d'un pretesto; in realtà è venuto per il conte Kirill Vladimiroviè; ha saputo che sta così male...»   
   «Però, ma chère, è stato un bel tiro,» disse il conte e, avendo notato che l'anziana signora non lo ascoltava, si rivolse alle signorine: «Che figura quel commissario! Mi par di vederlo.»   
   E, facendo il verso del commissario che dimenava le braccia, scoppiò nuovamente in una sonora risata da basso che fece sussultare tutto il suo

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