Perciò il primo moto di Nikolaj, all'udire quella notizia, fu un sentimento d'irritazione contro Sonja. Si preparava a dire: «Benissimo! È chiaro che bisogna dimenticare le promesse infantili e accettare la proposta,» ma non fece in tempo a parlare...
«Figurati che lei ha rifiutato, ha rifiutato assolutamente!» continuò Nataša. «Ha detto che ama un altro,» soggiunse, dopo una pausa.
«Sì, la mia Sonja non poteva agire diversamente!» pensò Nikolaj.
«Per quanto la mamma la pregasse, lei ha rifiutato, e io so che non cambierà parere. Lei quando ha detto una cosa...»
«E la mamma ha insistito!» disse amaramente Nikolaj.
«Sì,» rispose Nataša. «Non ti arrabbiare, Nikolen'ka, ma io so che tu non la sposerai. Io lo so; Dio solo sa perché, ma io ne sono sicura.»
«Ma no, questo non lo sai affatto,» disse Nikolaj, «ma io devo parlare con lei.» «Sonja... Sonja è un incanto,» soggiunse con un sorriso.
«Sì, è un vero tesoro! Adesso te la mando.» E Nataša, dopo aver dato un bacio al fratello, scappò via.
Un minuto dopo entrò Sonja, spaurita, smarrita, con un'aria colpevole. Nikolaj le si fece accosto e le baciò la mano. Era la prima volta dopo il suo arrivo che parlavano a tu per tu e del loro amore.
«Sophie,» disse Nikolaj, dapprima timido e poi in tono sempre più franco, «intendete davvero rinunciare a un partito brillante e vantaggioso... lui è un uomo eccellente, nobile... è un mio amico...»
Sonja lo interruppe.
«Ho già rifiutato,» disse in fretta.
«Se voi rinunciate per me, ho paura che su me...»
Sonja lo interruppe di nuovo. Lo guardava con uno sguardo supplichevole e spaventato.