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le mani piene di milioni sorriderebbe a un povero il quale gli dicesse di non avere i cinque rubli che potrebbero fare la sua felicità.   
   «Sì, voi non Lo conoscete, caro signore,» disse il massone. «Voi non potere conoscerLo. Voi non Lo conoscete, per questo siete infelice.»   
   «Sì, sì, io sono infelice,» confermò Pierre, «ma che cosa dovrei fare?»   
   «Voi non Lo conoscete, caro signore, e per questo siete molto infelice. Voi non Lo conoscete, ma Lui è qui, Lui è in me, Lui è nelle mie parole, Lui è in cielo, e perfino nelle sacrileghe parole che voi avete pronunciato or ora,» disse il massone con voce tremante e severa. Fece una pausa e sospirò, evidentemente tentando di calmarsi.   
   «Se Lui non ci fosse,» disse poi con voce sommessa, «voi ed io non parleremmo di Lui, caro signore. Di che cosa, di chi abbiamo parlato? Chi hai negato?» disse a un tratto con solenne severità e autorità nella voce. «Chi Lo ha inventato, se Lui non esiste? Perché è nata in te la supposizione che esista un Essere così incomprensibile? Perché tu e tutto il mondo avete supposto l'esistenza di un Essere così incomprensibile, di un Essere onnipotente, eterno e infinito in tutte le Sue facoltà...» Il vecchio cessò di parlare e tacque a lungo.   
   Pierre non voleva e non sapeva interrompere questo silenzio.   
   «Egli esiste, ma capirlo è difficile,» riprese il massone, evitando gli occhi di Pierre, e guardando fisso dinanzi a sé, mentre sfogliava le pagine del libro con le sue mani senili che per l'intima agitazione non riusciva a tener ferme. «Se si trattasse di un uomo e tu dubitassi della sua esistenza, io porterei quest'uomo al tuo cospetto, lo prenderei per mano e te lo mostrerei. Ma come potrei mostrare io, insignificante mortale, tutta l'onnipotenza, tutta l'eternità, tutta la benignità di Lui

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