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e a coloro che conoscevano la verità certa.) Della settima virtù Pierre si era scordato e non riusciva assolutamente a ricordarsela.   
   La terza volta il retore ritornò entro un lasso di tempo più breve, e domandò a Pierre se fosse sempre fermo nella sua intenzione e se fosse deciso a sottomettersi a tutto ciò che gli sarebbe stato richiesto.   
   «Sono pronto a tutto,» disse Pierre.   
   «Devo ancora comunicarvi,» disse il retore, «che il nostro ordine non trasmette i suoi insegnamenti soltanto a parole, ma servendosi anche di altri mezzi che su un vero ricercatore della saggezza e della virtù hanno forse più effetto delle mere parole. Questo tempio, con il suo arredo, deve aver già parlato al vostro cuore, se è sincero, più di ogni parola. Forse di questi altri mezzi farete esperienza nel corso della vostra iniziazione. Il nostro ordine imita le società antiche che rivelavano la loro dottrina per mezzo dei geroglifici. Il geroglifico,» proseguì il retore, «allude a qualcosa di ultrasensibile, avente proprietà affini all'oggetto che raffigura.»   
   Pierre sapeva molto bene che cosa fosse un geroglifico, ma non osò dir parola. Ascoltava in silenzio il retore, e da tutto presentiva che le prove stavano per cominciare.   
   «Se siete fermamente deciso, procederò ora alla vostra iniziazione,» disse il retore avvicinandosi a Pierre. «In segno di generosità vi prego di consegnarmi ogni vostra cosa di valore.»   
   «Ma con me io non ho nulla,» disse Pierre pensando che gli si chiedesse di consegnare tutto ciò che possedeva.   
   «Quello che avete indosso: l'orologio, il denaro, gli anelli...»   
   Pierre estrasse in fretta il borsellino e l'orologio, e per qualche momento non gli riuscì di sfilare dal suo grasso anulare la fede

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