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unicamente la capacità di saper trattare con coloro che accordano le ricompense per il servizio stesso. Egli stesso sovente si stupiva dei suoi rapidi progressi e di come gli altri non fossero in grado di capire una cosa simile. In seguito a questa scoperta, tutto il suo modo di vivere, tutte le sue relazioni coi vecchi conoscenti, tutti i suoi progetti per l'avvenire erano del tutto mutati. Non era ricco, ma aveva speso i suoi ultimi denari per essere vestito meglio di ogni altro; si sarebbe privato di molti piaceri piuttosto che permettersi di circolare con una brutta carrozza o di mostrarsi vestito di un'uniforme vecchia per le strade di Pietroburgo. Avvicinava e cercava di conoscere soltanto le persone che erano al di sopra di lui e che quindi potevano essergli utili. Gli piaceva Pietroburgo e disprezzava Mosca. Il ricordo dei Rostov e del suo amore d'infanzia per Nataša non gli era gradito, e non aveva più messo piede neppure una volta in casa Rostov dal giorno in cui era partito per l'esercito. Considerava il fatto di essere introdotto nel salotto di Anna Pavlovna alla stregua di un'importante promozione in servizio; comprese subito quale fosse, qui, il proprio ruolo, e lasciò che Anna Pavlovna approfittasse dell'interesse che egli suscitava, osservando con attenzione ogni persona e valutando i vantaggi e le possibilità di avvicinare questa o quella. Sedette al posto che gli venne indicato, vicino alla bellissima Hélène, e prese ad ascoltare la conversazione generale.   
   «"Vienne trouve les bases du traité proposé tellement hors d'atteinte, qu'on ne saurait y parvenir même par une continuité de succès les plus brillants, et elle mêt en doute les moyens qui pourraient nous les procurer." C'est la phrase authentique du cabinet de Vienne,» diceva il chargé d'affaires danese.   
   «C'est le doute qui est flatteur!» disse l'homme à l'esprit profond con

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