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suo nipotino. Anche M.lle Bourienne mostrava di essere molto affezionata al bimbo; e la principessina Mar'ja, privandosene lei stessa, sovente cedeva alla sua amica il piacere di cullare il piccolo angelo (così ella chiamava il nipotino) e di giocare con lui.   
   Accanto al presbiterio della chiesa di Lysye Gory sorgeva ora una cappella, eretta sopra la tomba della piccola principessa, nella quale era stato collocato un monumento di marmo fatto venire appositamente dall'Italia e raffigurante un angelo che apre le ali e sta per spiccare il volo verso il cielo. L'angelo aveva il labbro superiore un po' sollevato, come se si accingesse a sorridere, e una volta il principe Andrej e la principessina Mar'ja, uscendo dalla cappella, si confessarono a vicenda che, strana cosa, il viso dell'angelo ricordava loro il volto della morta. Ma, cosa ancor più strana, e che il principe Andrej non confidò alla sorella, era che nell'espressione conferita per caso all'angelo dallo scultore, egli leggeva le stesse parole di mite rimprovero che aveva letto a suo tempo sul volto della moglie morta: «Perché, perché mi avete fatto questo?...»   
   Poco dopo il ritorno del principe Andrej, il vecchio principe aveva assegnato al figlio la sua parte di patrimonio e gli aveva dato Boguèarovo, una grande proprietà a una quarantina di verste da Lysye Gory. In parte a causa dei penosi ricordi legati a Lysye Gory, in parte perché non sempre si sentiva forze sufficienti per sopportare il carattere del padre, e, anche, perché aveva bisogno di solitudine, il principe Andrej aveva approfittato di Boguèarovo per farvi costruire una casa, e qui trascorreva buona parte del tempo.   
   Dopo la campagna di Austerlitz il principe Andrej aveva fermamente deciso di non abbandonare il servizio nell'esercito, e quando la guerra

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