setta religiosa che si affida soltanto ai riti, come io credevo; la massoneria è la più bella, l'unica espressione degli aspetti migliori ed eterni dell'umanità.»
E Pierre cominciò ad esporre al principe Andrej la dottrina massonica come la intendeva lui. La massoneria, diceva, è l'applicazione della dottrina cristiana liberatasi dai ceppi religiosi e statali, una dottrina d'eguaglianza, di fratellanza e d'amore.
«Soltanto la nostra santa confraternita conferisce un senso autentico alla vita; tutto il resto è sogno,» diceva Pierre. «Mio caro, cercate di capire che fuori di quest'unione tutto è pervaso di menzogna e di ingiustizia, e io sono d'accordo con voi che a un uomo intelligente e onesto non resta altro che vivere col solo intento di non dar noia agli altri, come fate voi. Ma se assimilaste le nostre fondamentali convinzioni, se entraste nella nostra confraternita, se vi affidaste a noi, se consentiste a lasciarvi guidare subito vi sentireste, come mi sono sentito io, una parte di questa enorme, invisibile catena il cui principio è nascosto nei cieli,» diceva.
Il principe Andrej ascoltava Pierre in silenzio, lo sguardo fisso davanti a sé. Più volte, poiché non aveva udito bene a causa del rumore della carrozza, chiese a Pierre di ripetere le parole che gli erano sfuggite. Dalla luce particolare che si era accesa negli occhi del principe Andrej, e dal suo stesso silenzio, Pierre aveva compreso che le sue parole non erano inutili, che il principe Andrej non l'avrebbe interrotto e non avrebbe riso di quanto lui andava dicendo.
Giunsero a un fiume straripato che dovevano attraversare con un traghetto. Mentre la carrozza e i cavalli venivano imbarcati, essi salirono sul traghetto.