supporre che questa scala s'interrompa con me e non porti sempre più su? Io sento non soltanto che io non posso sparire, e del resto nulla sparisce nel mondo, ma che sempre sarò e sempre sono stato. Io sento che, oltre a me, sopra di me, vivono gli spiriti e che in questo universo risiede la verità.»
«Sì, questa è la dottrina di Herder,» disse il principe Andrej, «ma non è questo che varrà a persuadermi, mio caro, bensì la vita e la morte: ecco che cosa persuade. Persuade il fatto che vedi un essere che ti è caro, che è legato a te, di fronte al quale tu eri in colpa e speravi di giustificarti (il principe Andrej ebbe un tremito nella voce e si voltò), e tutt'a un tratto questo essere soffre, si tormenta e cessa di vivere... Perché? Non è possibile che non vi sia una risposta! Ed io credo che vi sia... Ecco che cosa convince, ecco che cosa mi ha convinto,» disse il principe Andrej.
«Ma sì, ma sì,» disse Pierre, «non è forse quello che dico io?»
«No. Io dico soltanto che a convincere della necessità che ci sia una vita futura non sono gli argomenti, ma il fatto che si cammina nella vita con la mano nella mano di una persona; poi, a un tratto, questa persona scompare là dove non c'è un dove, e tu stesso ti fermi davanti a quell'abisso e ci guardi dentro. E io ci ho guardato...»
«Bene, e questo basta, allora! Voi sapete che c'è un là e che c'è un qualcuno? Là c'è la vita futura. E quel qualcuno è Dio.»
Il principe Andrej non rispose. Da un pezzo ormai la carrozza e i cavalli erano stati traghettati sull'altra sponda e attaccati alla carrozza; il sole stava tramontando e la brina gelata della sera ricopriva di stelle le pozzanghere presso il traghetto. Ma Pierre e Andrej, fra lo stupore dei servitori, dei cocchieri e dei traghettatori, restavano ancora