insolitamente grassocce, morbide e bianche. Un volto di tale bianchezza e delicatezza il principe Andrej l'aveva visto soltanto ai soldati che da lungo tempo fossero stati degenti all'ospedale. Costui, dunque, era Speranskij, segretario di stato, referendario dell'imperatore e suo accompagnatore a Erfurt, dove più di una volta si era incontrato ed era stato a colloquio con Napoleone.
Speranskij non correva con gli occhi da una persona all'altra, come si fa involontariamente quando ci si inoltra in un gruppo numeroso di persone, né parlava a ritmo affrettato. Parlava a bassa voce, con la persuasione che l'avrebbero ascoltato e guardava solamente la persona alla quale si stava rivolgendo.
Il principe Andrej seguiva con particolare attenzione ogni parola e ogni movimento di Speranskij. Come accade soprattutto a chi giudica severamente il prossimo, incontrando una nuova persona, specie una persona come Speranskij che conosceva di fama, il principe Andrej si attendeva sempre di trovarvi un'assoluta perfezione di qualità umane.
Speranskij disse a Koèubej che era spiacente di non esser potuto venire prima, ma era stato trattenuto a palazzo. Non disse che l'aveva trattenuto l'imperatore.
Il principe Andrej notò anche quest'affettazione di modestia. Quando Koèubej gli presentò Bolkonskij, Speranskij volse lentamente gli occhi sul prinpe Andrej, sempre con lo stesso sorriso, e si mise a guardarlo in silenzio.
«Sono molto lieto di conoscervi. Ho sentito parlare di voi, come tutti, del resto,» disse.
Koèubej commentò con poche parole l'accoglienza che Arakèeev aveva riservato a Bolkonskij. Speranskij accentuò il suo sorriso.