Indice   [800x750]    Website Info


   «Il presidente della commissione per i codici militari è un mio buon amico, il signor Magnickij,» disse Speranskij, pronunciando in modo netto ogni sillaba e ogni parola, «e, se lo desiderate, posso farvi incontrare.» Qui sottolineò il punto con un attimo di pausa. «Spero che in lui troverete buona disposizione e l'intento di appoggiare ogni proposito che sia ragionevole.»   
   Subito intorno a Speranskij si formò un piccolo crocchio di persone e il vecchio gentiluomo che aveva parlato del proprio impiegato Prjaniènikov si rivolse a sua volta a Speranskij con una domanda.   
   Senza prender parte diretta alla conversazione, il principe Andrej osservava tutti i movimenti di Speranskij, di quest'uomo che fino a poco tempo prima era un insignificante seminarista e, adesso, pensava Bolkonskij, aveva il destino della Russia nelle sue mani, in quelle sue mani bianche e grassocce. Egli fu colpito dalla straordinaria sprezzante tranquillità con la quale Speranskij rispondeva al vecchio. Sembrava fargli giungere la sua condiscendente parola da un'altezza incommensurabile. Quando il vecchio incominciò ad alzar troppo la voce, Speranskij sorrise e osservò che lui non era in grado di giudicare l'utilità o gli svantaggi di ciò che piaceva al sovrano.   
   Dopo aver parlato per un certo tempo nel circolo generale, Speranskij si alzò, e, avvicinatosi al principe Andrej, lo chiamò in disparte, guidandolo verso l'altra estremità della stanza. Si vedeva che reputava opportuno intrattenersi con Bolkonskij.   
   «Non sono riuscito a parlare con voi, principe, in mezzo all'animata conversazione in cui sono stato trascinato da quel rispettabile vegliardo,» disse, sorridendo in modo mite e al tempo stesso sprezzante, quasi ammettendo, con quel sorriso, che anche lui, come il principe

Questo capitolo in: Inglese Francese Tedesco Avanti