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massoneria sul quale poggiava tanto più gli sfuggiva sotto i piedi quanto più egli cercava di tenervisi in piedi. Inoltre sentiva che, quanto più sprofondava sotto i suoi piedi il terreno sul quale si reggeva, tanto più egli vi s'invischiava. Quando si era avvicinato alla massoneria, aveva provato la sensazione di un uomo che poggia fiduciosamente il piede sulla superficie liscia di una palude. Posato un piede, era sprofondato. Per accertarsi meglio della solidità di quel terreno, aveva posato l'altro piede ed era sprofondato ancor di più, si era impantanato ed ora camminava controvoglia procedendo nella palude, fino al ginocchio.   
   Iosif Alekseeviè non era a Pietroburgo. (Negli ultimi tempi si era estraniato dalle faccende delle logge di Pietroburgo e viveva a Mosca senza mai allontanarsene.) Tutti i confratelli, i membri delle logge locali, erano persone che Pierre conosceva bene nella vita, cosicché gli riusciva difficile ravvisare in loro soltanto dei fratelli massoni, e non il principe B. oppure Ivan Vasil'eviè D., che per altro verso egli conosceva come uomini deboli e insignificanti. Sotto i grembiali e le insegne della massoneria egli scorgeva indosso a costoro le uniformi, le decorazioni e le onorificenze che nella vita si erano sforzati di ottenere. Spesso, raccogliendo le elemosine e contando venti o trenta rubli sottoscritti per la maggior parte a debito da una decina di aderenti, la metà dei quali erano ricchi come lui, Pierre si ricordava del giuramento massonico per il quale ogni fratello prometteva di dare tutto il suo patrimonio per il prossimo, e nella sua anima nascevano dubbi sui quali cercava di non soffermarsi troppo.   
   Pierre divideva in quattro categorie i fratelli che conosceva. Alla prima categoria assegnava i fratelli che non prendevano parte attiva né alle questioni delle logge, né alle questioni umane in genere, ma si

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