occupavano soltanto dei misteri della scienza dell'ordine, della questione della triplice denominazione di Dio o dei tre principi delle cose, - zolfo, mercurio e sale, - o del significato del quadrato e di tutte le figure del tempio di Salomone. Pierre aveva stima per questa categoria di fratelli massoni, alla quale appartenevano in prevalenza i vecchi fratelli e, secondo il suo parere, anche Iosif Alekseevič; ma non condivideva i loro interessi.
Alla seconda categoria Pierre assegnava se stesso e i fratelli a lui affini: coloro, cioč, che cercavano, che vacillavano, che nell'ambito della massoneria non avevano ancora trovato una strada diritta e chiara, ma che speravano di trovarla.
Nella terza categoria Pierre riuniva i fratelli (ed erano la maggioranza) che nella massoneria non vedevano altro che la forma esteriore e i riti, e tenevano alla rigorosa attuazione di questa forma esteriore senza curarsi del suo contenuto e del suo significato. Tali erano Willarski e perfino il gran maestro della loggia principale.
Nella quarta categoria, infine, Pierre faceva rientrare un gran numero di fratelli, soprattutto coloro che erano entrati a far parte dell'ordine negli ultimi tempi. Secondo le osservazioni di Pierre, si trattava di persone che non credevano in nulla, che non desideravano nulla e si erano aggregati alla massoneria solo per avvicinare i fratelli giovani, ricchi e potenti a causa delle loro relazioni personali, i quali erano assai numerosi nella loggia.
Pierre cominciava a sentirsi insoddisfatto della sua attivitā. La massoneria, o quantomeno la massoneria che aveva conosciuto a Pietroburgo, a volte gli sembrava fondata sulla sola esterioritā. Era lontano dal dubitare della massoneria in se stessa, ma sospettava che la massoneria