della gioventù, legarci di legami indissolubili a tutti gli uomini di maggior ingegno, vincere arditamente, e al tempo stesso con raziocinio la superstizione, l'incredulità e la stupidità, formare insieme a coloro che ci sono devoti degli uomini legati fra loro dall'unità del fine e investiti di potere e di forza. Per raggiungere tale scopo bisogna far sì che la virtù prenda il sopravvento sul vizio, bisogna che l'uomo onesto acquisti già in questo mondo una eterna ricompensa per le sue virtù. Ma all'attuazione di questi grandi propositi un grave ostacolo è opposto dalle istituzioni mondane e politiche. Che fare di fronte a questo stato di cose? Favorire le rivoluzioni, rovesciare tutto, respingere la violenza con la violenza?... No, noi siamo molto lontani da un siffatto proposito. Ogni riforma violenta è degna di biasimo, poiché non porrà alcun rimedio al male finché gli uomini resteranno quali sono, e poiché la saggezza rifiuta la violenza. L'intero programma dell'.ordine dev'essere basato sulla formazione di uomini saldi, virtuosi e legati da un'unica convinzione: una convinzione che consiste nel perseguitare ovunque e con tutte le forze il vizio e la stoltezza, e nel proteggere gli ingegni e la virtù: trarre dall'oscurità gli uomini degni, associandoli alla nostra fratellanza. Allora soltanto il nostro ordine sarà in grado, senza che essi nemmeno se ne accorgano, di legare le mani ai protettori del disordine, e di guidarli nella direzione giusta. In una parola, occorre istituire una forma di governo universale che si estenda a tutto il mondo senza distruggere i legami civili, e sotto la quale i governi stessi possano continuare nel loro corso consueto, liberi di fare in tutto ciò che vogliono, salvo ostacolare il grande fine del nostro ordine, ossia quello di procurare il trionfo della virtù sul vizio. Tale scopo si propose anche il cristianesimo. Esso insegnò agli uomini ad essere saggi e