allontanando da noi tutte le difficoltà della nostra vita, raggiungeremo più presto questo scopo; al contrario, caro signore," mi ha detto, "solo in mezzo alle agitazioni mondane possiamo raggiungere i tre scopi principali: 1) la conoscenza di noi stessi, giacché l'uomo può conoscere se stesso solo attraverso il confronto; 2) il perfezionamento, che si raggiunge solo attraverso la lotta; e 3) il conseguimento della principale virtù: l'amore per la morte. Soltanto le vicissitudini della vita possono mostrarci la sua vanità e cooperare al nostro connaturato amore per la morte, ovvero al rinascere a una nuova vita." Queste parole sono tanto più significative in quanto Iosif Alekseeviè, nonostante le sue gravi sofferenze fisiche, non sente la vita come un peso, e tuttavia ama la morte, per la quale, nonostante tutta la purezza e l'elevatezza della sua individualità interiore, non si sente ancora abbastanza pronto. Poi il benefattore mi ha spiegato diffusamente il significato del gran quadrato della creazione e mi ha fatto presente che i numeri tre e sette sono la base di tutto. Mi ha consigliato di non abbandonare le relazioni con i confratelli di Pietroburgo e, svolgendo nella loggia solo mansioni di secondo grado, di sforzarmi di allontanare i confratelli dalle seduzioni dell'orgoglio e di indirizzarli sul retto cammino della conoscenza e del perfezionamento di se stessi. Oltre a ciò, per quanto concerne me personalmente, mi ha consigliato di occuparmi innanzitutto di me stesso, e a tale scopo mi ha dato un quaderno nel quale scrivo e scriverò d'ora in avanti tutto ciò che faccio.
Pietroburgo, 23 novembre
Vivo di nuovo con mia moglie. Mia suocera è venuta da me in lacrime; mi ha detto che Hélène era qui e che mi supplicava di ascoltarla; che è