addentato al polpaccio sinistro senza lasciarmi. Io l'ho stretto alla gola con le mani. L'avevo appena staccato che un altro cane più grosso mi ha azzannato. Ho cominciato a sollevarlo e, quanto più lo sollevavo, tanto più esso diventava grosso e pesante. Improvvisamente è arrivato il fratello A. e, presomi sotto il braccio, mi ha condotto con sé verso un edificio per accedere al quale bisogna passare su una stretta tavola. Io vi ho messo un piede e la tavola si è spostata ed è caduta, mentre io cercavo di aggrapparmi ad una palizzata alla quale arrivavo a stento con le mani. Dopo grandi sforzi sono riuscito a tirar su il mio corpo in modo che sono restato con le gambe penzoloni da una parte e il tronco dall'altra. Mi sono voltato a guardare e ho visto che il fratello A. stava in piedi sulla palizzata e mi indicava un grande viale che portava a un giardino e che nel giardino c'era un edificio grande e splendente. Allora mi sono svegliato. Signore, Sommo Architetto della natura, aiutami a staccare da me i cani - le mie passioni - e l'ultima di esse, che riunisce in sé le forze di tutte le precedenti, e aiutami a entrare in quel tempio della virtù la cui visione ho raggiunto nel mio sogno.
7 dicembre
Ho sognato che Iosif Alekseeviè era in casa mia; io ne ero molto lieto e desideravo offrirgli ogni cosa. Era come se stessi cianciando senza posa con degli estranei e, a un tratto, mi ricordassi che questo non poteva piacergli e desiderassi avvicinarmi a lui e abbracciarlo. Ma mi ero appena avvicinato, quando vedevo che la sua faccia si era trasformata, era diventata giovane, e lui mi diceva qualcosa della dottrina dell'ordine, ma così piano che non riuscivo a udire. Poi è stato come se fossimo usciti tutti dalla stanza e, a questo punto, succedeva qualcosa di complicato.