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Eravamo seduti o sdraiati sul pavimento. Lui mi diceva qualcosa. A me era venuta voglia di mostrargli la mia sensibilità e, senza ascoltarlo, ho cominciato ad immaginarmi lo stato in cui si trovava la mia personalità interiore e la grazia di Dio che mi aveva illuminato. Mi erano venute le lacrime agli occhi ed ero contento che lui se ne accorgesse. Ma lui mi ha guardato con dispetto ed è balzato in piedi, troncando la sua conversazione. Io sono rimasto intimidito e gli ho domandato se quanto aveva detto non si riferisse a me. Lui non ha risposto nulla; ha assunto un aspetto benevolo e poi all'improvviso ci siamo trovati nella mia camera dove c'è un letto matrimoniale. Lui si è sdraiato sulla sponda ed era come se io bruciassi dal desiderio di fargli delle carezze e di sdraiarmi lì insieme a lui. Lui mi domandava: «Ditemi la verità, qual è la vostra passione principale? La conoscete? Io penso che voi la conosciate già.» Questa domanda mi imbarazzava e rispondevo che la mia passione principale è la pigrizia. Lui scuoteva la testa incredulo. Allora, turbandomi ancora di più, gli ho risposto che, sebbene in conformità al suo consiglio convivessi con mia moglie, non convivevo però come marito. Lui ha replicato che non si deve privare una moglie delle carezze, mi ha fatto capire che in questo consisteva il mio dovere, ma io ho risposto che me ne vergognavo; poi, all'improvviso, tutto è scomparso. Io mi sono svegliato e fra i miei pensieri ho colto un passo della Sacra Scrittura: «La vita era la luce degli uomini, e la luce splende fra le tenebre e le tenebre non l'hanno accolta.» La faccia di Iosif Alekseeviè appariva giovanile e luminosa. Oggi ho ricevuto una lettera del benefattore in cui mi scrive dei doveri del matrimonio.   
   
   9 dicembre   

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