Indice   [800x750]    Website Info


   Il principe Vasilij guardò Anna Michajlovna e poi Boris con un'aria interrogativa che rasentava lo sbalordimento. Boris si inchinò ossequiosamente. Senza rispondere all'inchino, il principe Vasilij si volse verso Anna Michajlovna e rispose alla sua domanda con un movimento della testa e delle labbra, a indicare che per il malato c'era da aspettarsi il peggio.   
   «Possibile?» esclamò Anna Michajlovna. «Ah, è tremendo! È spaventoso pensarlo... Questo è mio figlio,» aggiunse, indicando Boris. «Voleva ringraziarvi di persona.»   
   Boris s'inchinò una seconda volta.   
   «Credete, principe, che un cuore di madre mai dimenticherà ciò che avete fatto per noi.»   
   «Sono ben lieto di avervi potuto fare un favore, mia cara Anna Michajlovna,» rispose il principe Vasilij, assestandosi lo jabot e ostentando di fronte alla sua protetta Anna Michajlovna un sussiego, qui a Mosca, assai maggiore che non a Pietroburgo alla serata di Anna Pavlovna Šerer.   
   «Sforzatevi di svolgere con zelo il vostro servizio e di esser degno,» aggiunse, rivolgendosi con severità a Boris. «Lieto di conoscervi... Siete qui in licenza?» disse, nel suo solito tono indifferente.   
   «Aspetto ordini, per partire alla volta della mia nuova destinazione, eccellenza,» rispose Boris senza mostrare dispetto per il tono aspro del principe, ma nemmeno il desiderio di avviare una conversazione; e in modo così calmo e rispettoso che il principe lo guardò con interesse.   
   «Vivete con vostra madre?»   
   «Abito in casa della contessa Rostova,» rispose Boris, non senza aggiungere anche questa volta, «eccellenza».   

Questo capitolo in: Inglese Francese Tedesco Avanti