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   «Si tratta di Nathalie Šinšina che ha sposato Il'ja Rostov,» aggiunse Anna Michajlovna.   
   «Lo so, lo so,» disse il principe Vasilij con la sua voce monotona. «Je n'ai jamais pu concevoir comment Nathalie s'est décidée à épouser cet ours mal-léché! Un personnage complètement stupide et ridicule. Et joueur, à ce qu'on dit.»   
   «Mais très brave homme, mon prince,» osservò Anna Michajlovna sorridendo in modo commovente, come se anche lei sapesse che il conte Rostov meritava quel giudizio ma supplicasse di compatire un povero vecchio.   
   «Che cosa dicono i dottori?» domandò la principessa, dopo un momento di silenzio, tornando ad atteggiare il volto lacrimoso a una profonda mestizia.   
   «Ci sono poche speranze,» rispose il principe.   
   «Io desideravo tanto ringraziare ancora una volta lo zio per tutte le bontà che ha avuto per me e Borja. C'est san filleuil,» aggiunse; e dal tono sembrava pensare che quella notizia dovesse rallegrare, enormemente il principe Vasilij.   
   Il principe Vasilij, fattosi pensieroso, aveva aggrottato la fronte. Anna Michajlovna comprese che egli aveva paura di trovare in lei una coaspirante all'eredità del conte Bezuchov; dunque si affrettò a tranquillizzarlo.   
   «Se non fosse per il mio sincero amore e la mia devozione allo zio,» disse, pronunciando questa parola con particolare sicurezza e disinvoltura, «io conosco il suo carattere, nobile, aperto, ma con lui vivono solamente le principessine, non è vero?... Loro sono ancora giovani...» Piegò la testa e soggiunse con un bisbiglio: «Ha compiuto il

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