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suo ultimo dovere, principe? Come sono preziosi questi ultimi istanti! Peggio non può fare, questo sì; ma è necessario prepararlo, dal momento che sta così male. Noi donne, principe,» ed ella ebbe un tenero sorriso, «sappiamo sempre come dire queste cose. È necessario che lo veda. Mi è penoso, ma ormai mi sono abituata a soffrire.»   
   Evidentemente il principe aveva capito, e aveva parimenti capito, come già alla serata in casa di Anna Pavlovna Šerer, che di Anna Michajlovna era difficile liberarsi.   
   «Non vorrei che quest'incontro fosse penoso per lui, chère Anna Michajlovna,» disse. «Aspettiamo fino a stasera, i dottori hanno previsto una crisi.»   
   «Ma in questi momenti non si deve aspettare, principe. Pensez, il y va du salut de son âme... Ah, c'est terrible, les devoirs d'un chrétien ...»   
   Si aprì una porta che dalle stanze interne metteva nella sala e uscì una delle principessine nipoti del conte, con un viso cupo e freddo e il busto troppo lungo rispetto alle gambe.   
   Il principe Vasilij si volse verso di lei.   
   «Allora, come sta?»   
   «Sempre allo stesso modo. E d'altronde, con questa confusione...» rispose la principessina, scrutando Anna Michajlovna come si guarda una sconosciuta.   
   «Ah, ma chère, je ne vous reconnaissais pas,» esclamò con un sorriso radioso Anna Michajlovna avvicinandosi con passi leggeri e danzanti alla nipote del conte. «Je viens d'arriver et je suis à vous pour vous aider à soigner mon oncle. J'imagine combien vous avez souffert,» aggiunse, stralunando gli occhi compassionevoli.   
   La principessina non rispose nulla, non sorrise neppure e uscì

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