giovani che gli anziani. È bella, e per di più intelligente... Dicono che il principe... sia pazzo per lei. Ma guardate quelle due: anche se non sono belle hanno attorno anche più uomini di lei.» E indicò una signora che stava attraversando il salone accompagnata da una figlia molto brutta. «È un partito che vale milioni,» disse. «Ed ecco i pretendenti. Quello è il fratello della contessa Bezuchova, Anatol' Kuragin,» aggiunse, indicando un bel cavaliere della Guardia che era passato davanti a loro, guardando chissà dove dall'alto del suo capo eretto al di sopra delle signore. «Com'è bello, vero? A quanto si dice, sposerà quella riccona. Ma anche quel vostro cousin, Drubeckoj le fa una corte molto assidua. Si dice che siano milioni... Come? Questo è l'ambasciatore di Francia,» rispose la Peronskaja, a proposito di Caulaincourt, alla contessa che chiedeva chi fosse quel personaggio. «Guardate, sembra un imperatore. Eppure sono deliziosi, questi francesi. Non c'è nessuno che sia più delizioso, in società. Ah, eccola! No, la più bella di tutte è sempre la nostra Mar'ja Antonovna! E guardate com'è vestita con semplicità! Un incanto! E quel grassone con gli occhiali, laggiù, è un frammassone dei primi,» disse ancora la Peronskaja, indicando Pierre Bezuchov. «Mettetelo accanto a sua moglie: ci fa una figura così ridicola!»
Pierre veniva avanti dondolando il suo grosso corpo, aprendosi un varco tra la folla e salutando con la testa a destra e a sinistra in modo così noncurante e bonario da sembrare che procedesse in mezzo alla folla di un mercato. Si faceva largo nella ressa, ed era palese che stava cercando qualcuno. Nataša guardava con gioia il viso a lei noto di Pierre, quel grassone, come l'aveva definito la Peronskaja; e sapeva che Pierre nella folla cercava loro, e in particolare proprio lei, Nataša. Pierre le aveva promesso che sarebbe venuto al ballo e le avrebbe presentato dei