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minuto: nessuno, ancora, cominciava. L'aiutante di campo che fungeva da cerimoniere si avvicinò alla contessa Bezuchova e la invitò a ballare. Ella, sorridendo, sollevò un braccio e l'appoggiò sulla spalla dell'aiutante senza guardarlo. L'aiutante, che in questa sua incombenza era un maestro, abbracciata saldamente la sua dama, si lanciò con sicurezza, senza fretta e con ritmico movimento anzitutto in una glissade descrivendo un arco rasente la folla degli spettatori; poi in fondo al salone le prese la mano sinistra, la fece girare su se stessa e, fra le note sempre più concitate della musica, si udì soltanto il tintinnio ritmico dei colpi dati dai veloci e agili piedi dell'aiutante mentre, ad ogni tre battute, ad ogni giravolta, l'abito di velluto della sua dama sembrava gonfiarsi e allargarsi a ventaglio. Nataša li guardava, ed era sul punto di piangere, perché non era lei a ballare quel primo tour de valse.   
   Il principe Andrej, animato e allegro, nella sua bianca uniforme di colonnello di cavalleria, in calze lunghe e scarpini, animato e allegro, era in piedi nelle prime file delle persone che facevano cerchio, non lontano dai Rostov. Il barone Vierhof parlava con lui della prima seduta del Consiglio di Stato, che si pensava fosse fissata per l'indomani. In quanto persona vicina a Speranskij e che partecipava ai lavori della commissione legislativa, il principe Andrej poteva fornire informazioni sicure sulla seduta dell'indomani a proposito della quale correvano voci diverse. Ma egli non udiva ciò che gli stava dicendo Vierhof e guardava ora l'imperatore, ora i cavalieri che si accingevano a ballare ma non si decidevano a entrare nel cerchio.   
   Il principe Andrej osservava quei cavalieri intimiditi al cospetto dell'imperatore e quelle dame che svenivano dalla voglia di essere

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