persone. Che cosa pensate di Nathalie? Può essere costante nei suoi affetti, può come altre donne (Vera alludeva a se stessa) amare una volta sola e restar fedele allo stesso uomo? Io credo che sia questo il vero amore. Qual è il vostro parere, principe?»
«Io non conosco abbastanza vostra sorella,» rispose il principe Andrej con un sorriso ironico sotto il quale voleva nascondere il proprio turbamento, «per pronunciarmi su una questione così delicata; e poi ho notato che quanto meno una donna piace, tanto più è costante,» aggiunse, e gettò un'occhiata a Pierre che in quel momento si era avvicinato.
«Sì, questo è vero, principe,» continuò Vera. «Nella nostra epoca (parlava della sua epoca come in genere amano parlarne le persone limitate, che credono di aver scoperto tutte le peculiarità del presente e che le peculiarità degli uomini mutino col tempo), ai nostri giorni una ragazza ha tanta libertà, che spesso le plaisir d'être courtisée soffoca il vero sentimento. Et Nathalie, il faut l'avouer, y est très sensible.» Questo ritorno a Nathalie non fece che contrariare di nuovo il principe Andrej; egli avrebbe voluto alzarsi, ma Vera, con un sorriso ancor più sottile, continuò: «Penso che nessuna sia stata cortisée quanto lei, eppure, fino a questi ultimi tempi, nessuno le è mai veramente piaciuto.
Del resto anche voi, conte, lo sapete,» disse, rivolgendosi a Pierre; «anche il nostro caro cousin Boris che, entre nous, era molto ma molto dans le pays du Tendre...» continuò alludendo a una carta geografica dell'amore che allora era di moda.
Il principe Andrej taceva, con la fronte aggrottata.
«Voi siete amico di Boris, vero?» gli chiese Vera.
«Sì, lo conosco...»
«Immagino che vi ha parlato del suo amore d'infanzia per Nataša.»