perché non dici nulla?»
«Io? Io? Che cosa volete che vi dica,» disse Pierre bruscamente, alzandosi e cominciando a camminare per la stanza. «Io l'avevo sempre pensato... È un tale tesoro, quella ragazza, un tale... È una ragazza rara... Caro amico, vi prego, non vi lambiccate troppo il cervello, non lasciatevi cogliere dai dubbi. Sposatevi... Io sono sicuro che nessuno sarà più felice di voi.»
«Ma lei?»
«Lei vi ama.»
«Non dire assurdità...» disse il principe Andrej sorridendo e guardando Pierre dritto negli occhi.
«Vi ama, io lo so che vi ama,» proruppe Pierre con voce stizzita.
«No, stammi a sentire,» disse il principe Andrej afferrandolo per un braccio, «lo capisci in che posizione mi trovo? Ho bisogno di dire tutto a qualcuno.»
«Ma sì, certo, parlate; mi fa molto piacere che parliate,» disse Pierre; e in effetti il suo viso mutò; le rughe gli si erano spianate ed egli si dispose ad ascoltare con gioia il principe Andrej.
Il principe Andrej sembrava, ed era, una persona del tutto diversa, una persona nuova. Dov'era quella sua espressione tediata, quel suo disprezzo per la vita, quel suo perpetuo scetticismo? Pierre era l'unica persona con la quale egli fosse disposto a confidarsi, e gli si confidava con assoluto abbandono, rivelandogli tutto ciò che sentiva in cuore. Ora, disinvolto e sicuro, faceva progetti per un lungo avvenire; dichiarò che non intendeva sacrificare la propria felicità ai capricci di suo padre, che avrebbe indotto il padre ad acconsentire al matrimonio e a voler bene a lei, oppure avrebbe fatto a meno del suo consenso; e non finiva di stupirsi del