del parentado né da quello del censo e del casato. In secondo luogo, il principe Andrej non era nella prima gioventù e la sua salute era delicata (il vecchio insistette in modo particolare su questo punto), mentre lei era giovanissima. In terzo luogo, c'era un figlioletto, e preoccupava affidarlo a una ragazzina. «Quarta e ultima cosa,» disse il vecchio, guardando ironicamente suo figlio, «io ti chiedo soltanto di rimandare tutto di un anno; va' all'estero, curati, cerca, come appunto vuoi fare, un precettore tedesco per il principe Nikolaj; dopo, se davvero l'amore, la passione, il puntiglio, chiamali come ti pare, sono così grandi, sposati pure. E questa è la mia ultima parola, sappilo, l'ultima...» concluse il principe, in un tono che rivelava come nulla l'avrebbe indotto a mutare la sua decisione.
Il principe Andrej comprese perfettamente come il vecchio sperasse che il suo sentimento o quello della sua futura sposa non avrebbero sostenuto la prova di un anno, oppure che lui stesso, il vecchio principe, nel frattempo sarebbe morto; decise così di rispettare la volontà del padre: di fare la richiesta di matrimonio e di rimandare le nozze di un anno.
Tre settimane dopo l'ultima serata trascorsa dai Rostov, il principe Andrej fece ritorno a Pietroburgo.
Il giorno successivo a quella spiegazione con sua madre, Nataša aveva atteso Bolkonskij per tutto il giorno, ma egli non era venuto. Il giorno dopo e quello seguente passarono allo stesso modo. Nemmeno Pierre si faceva vedere e Nataša, non sapendo che il principe Andrej si era recato da suo padre, non sapeva spiegarsi quella sua assenza.
Passarono così tre settimane. Nataša non voleva andare in nessun posto e girava per le stanze come un'ombra, oziosa e accasciata; la sera, di nascosto da tutti, si abbandonava al pianto e non andava nemmeno in camera