Indice   [800x750]    Website Info


per la lepre, sicché i cani stentavano a guadagnar terreno.   
   «Rugaj! Rugajuška! Benissimo, avanti, marsc!» prese a gridare in quel momento un'altra voce; e Rugaj, il rosso cane gibboso dello zio, allungandosi e inarcando la schiena, arrivò in linea coi due primi cani, li staccò, si avventò con terribile foga; quando era già sopra la lepre, la fece scartare dal margine sul prato, accelerò un'altra volta con accresciuto furore sull'erba molle, sprofondando fino a metà zampa, e infine lo si vide ruzzolare insieme con la lepre inzaccherandosi la schiena di fango. I cani, disponendosi a stella, li circondarono. Un attimo dopo tutti erano attorno al crocchio dei cani. Unico ad esser soddisfatto, lo zio smontò da cavallo e tagliò dalla bestia una delle zampe posteriori, per i cani. Scuotendo la lepre perché ne colasse il sangue, egli si guardava in giro ansioso, con gli occhi vaganti, incapace di trovare una posizione acconcia per le gambe e per le braccia, e parlava senza nemmeno sapere per chi e per che cosa:   
   «Così va bene, marsc... questo sì è un cane... ha fatto sbottare tutti, che valga mille rubli o un rublo solo!» diceva ansando e guardandosi in giro incollerito, come se avesse voluto insultare qualcuno, come se tutti fossero stati suoi nemici, lo avessero offeso e soltanto adesso, finalmente, fosse riuscito a far valere le sue ragioni.   
   «Ecco, toh, per i cani da mille rubli! Benissimo, marsc! Rugaj, eccoti la tua parte!,» disse poi, gettando al suo cane una zampa sporca di terra. «Te la sei meritata! Molto bene, marsc!»   
   «Si è davvero sfiancata; ha fatto tre inseguimenti, e sempre da sola!» commentò Nikolaj, anch'egli senza badare a nessuno e senza curarsi se gli dessero retta o meno.   
   «Ma che bravura è stata? L'ha presa di traverso!» disse uno staffiere

Questo capitolo in: Inglese Francese Tedesco Avanti