La principessina a passi brevi e rapidi fece il giro del tavolo con la borsa da lavoro al braccio e, accomodandosi con leggiadria il vestito, sedette sul divano accanto al samovar d'argento come se tutto ciò che faceva fosse stato une partie de plaisir per lei e per tutti coloro che la circondavano.
«J'ai apporté mon ouvrage,» disse, slacciando il suo ridicule e rivolgendosi a tutti insieme. «Badate, Annette, ne me jouez pas un mauvais tour,» aggiunse poi, rivolta alla padrona di casa. «Vous m'avez écrit que c'était une toute petite soirée; voyez comme je suis attifée.»
E allargò le braccia per mostrare il suo elegante abito grigio, adorno di merletti, cinto da un largo nastro appena sotto il seno.
«Soyez tranquille, Lise, vous serez toujours la plus jolie.» Rispose Anna Pavlovna.
«Vous savez, mon mari m'abandonne,» proseguì l'altra con lo stesso tono, rivolgendosi a un generale. «Il va se faire tuer. Dites-moi, pourquoi cette vilaine guerre?» disse poi al principe Vasilij, e senza aspettare la risposta, si rivolse alla figlia del principe Vasilij, la bellissima Hélène.
«Quelle délicieuse personne, que cette petite princesse!» disse piano il principe Vasilij ad Anna Pavlovna.
Poco dopo la principessina entrò un giovane grasso e massiccio con la testa rasata e gli occhiali. Indossava, secondo la moda del momento, pantaloni chiari, un alto jabot e un frac marrone. Questo giovanotto grasso era il figlio illegittimo d'un illustre dignitario del tempo di Caterina, il conte Bezuchov, che attualmente era a Mosca, moribondo. Non aveva ancora prestato servizio in nessun pubblico impiego, essendo appena tornato dall'estero dove aveva perfezionato la sua istruzione, ed era la