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   Poi manifestò il desiderio di conoscere meglio le signorine, e chiese che a una delle ragazze fosse permesso di assistere al resto dello spettacolo dal suo palco, e Nataša passò dalla sua parte.   
   Al terzo atto sulla scena apparve la sala di un palazzo nella quale erano accese molte candele. Alle pareti erano appesi quadri che raffiguravano cavalieri dalla lunga barba. Nel mezzo stavano in piedi due personaggi che sembravano un re e una regina. Il re agitò la mano destra e, palesemente intimidito, cantò qualcosa molto male, poi sedette su un trono color lampone. La ragazza che prima era stata vestita di bianco, poi di celeste, adesso indossava solo una lunga camicia, aveva i capelli sciolti e stava in piedi presso il trono. Ella cantò con accento di dolore, rivolgendosi alla regina, ma il re fece un gesto severo con la mano e poi, dai due lati della scena, uscirono uomini e donne con le gambe nude e si misero a ballare tutti insieme. Poi i violini presero a suonare una musica sottile e briosa; una delle ragazze con le grasse gambe nude e braccia lunghe e magre, si staccò dagli altri, andò dietro le quinte, si accomodò il corsetto, si portò poi in mezzo alla scena e cominciò a saltellare e a battere veloce un piede contro l'altro. Tutti nel parterre batterono le mani e gridarono: «Bravi!» Poi uno degli uomini si mise in un angolo. L'orchestra cominciò a suonare più forte con i cembali e con le trombe e l'uomo dalle gambe nude si mise a spiccare salti altissimi e agili piroette. (Quest'uomo era il ballerino Duport che riceveva un compenso di sessantamila rubli all'anno per esercitare quest'arte.) Tutti, nel parterre, nei palchi e nel loggione cominciarono ad applaudire e lanciare grida tonanti di ovazione; l'uomo si fermò, e sorrise, inchinandosi da tutte le parti. Poi altri ancora ballarono, con le gambe nude, poi di nuovo uno dei re si mise a cantare qualcosa con voce tonante

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