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fatto ad amare un uomo per un anno intero e a un tratto... Ma se l'hai visto soltanto tre volte! Nataša, io non ti credo, tu stai scherzando. In tre giorni dimenticare tutto...»   
   «Tre giorni,» ripeté Nataša. «A me sembra di amarlo da cent'anni. Mi sembra di non aver amato mai nessuno prima di lui. Tu questo non lo puoi capire. Sonja, vieni, siediti qui.» E Nataša baciò e abbracciò Sonja. «Mi hanno detto che queste sono cose che succedono e anche tu lo hai certo sentito dire. Ebbene, io questo amore l'ho provato soltanto adesso. Non è lo stesso di prima. Non appena l'ho visto, ho sentito che lui era il mio padrone ed io la sua schiava, e che non potevo non amarlo. Sì, la sua schiava! Ciò che lui mi comanda, io lo faccio. Tu non puoi capire una cosa simile. Che posso fare? Che cosa devo fare, Sonja?» diceva Nataša con un viso felice e spaventato.   
   «Ma rifletti a ciò che fai,» disse Sonja, «io non posso lasciare che accada una cosa simile. Queste lettere in segreto... Come hai potuto permettere che lui arrivasse a questo punto?» disse con un terrore e un disgusto che stentava a nascondere.   
   «Te l'ho detto,» rispose Nataša, «io non ho nessuna volontà. Come fai a non capirlo? Io lo amo!»   
   «Ma io non permetterò che tu faccia questo, io lo dirò,» gridò Sonja mentre le lacrime scorrevano dai suoi occhi.   
   «Che cosa dici? Per l'amor di Dio... Se lo racconterai, sarai la mia nemica,» disse Nataša. «Tu vuoi la mia disperazione, tu vuoi che ci dividano...»   
   Accorgendosi di quel terrore di Nataša, Sonja pianse lacrime di vergogna e di pietà per la sua amica.   
   «Ma che cosa c'è stato fra voi?» domandò. «Che cosa ti ha detto, lui?

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