postiglioni. Balaga si sedette sulla prima trojka, e sollevando alti i gomiti, raccolse le redini senza fretta. Anatol' e Dolochov salirono con lui; Makarin, Chvostikov e un servitore salirono sull'altra trojka.
«Pronti?» domandò Balaga. «Via!» gridò poi, arrotolando le redini intorno al braccio; e la trojka partì di carriera giù per il Boulevard Nikitskij.
«Tprru! Sotto, ehi! Tprru!...» risuonava il grido d'incitamento di Balaga e del giovanotto seduto in serpa. In Piazza Arbatskaja la trojka agganciò una carrozza: qualcosa scricchiolò, si udì un grido, e la trojka volò oltre, lungo l'Arbat.
Dopo aver fatto due giri lungo il Podnovinskoe, Balaga cominciò a frenare; poi tornò indietro e fermò i cavalli all'incrocio della Staraja Konjušennaja.
Il giovanotto saltò giù a tenere i cavalli per il morso; Anatol' e Dolochov s'incamminarono lungo il marciapiede. Quando fu vicino al portone, Dolochov lanciò un fischio. Gli rispose un altro fischio e subito dopo accorse una cameriera.
«Entrate in cortile, altrimenti vi vedranno. Viene subito,» disse.
Dolochov rimase presso il portone. Anatol' seguì la cameriera nel cortile, girò l'angolo e corse alla scaletta d'ingresso.
Gavrila, l'enorme staffiere di Mar'ja Dmitrievna, andò incontro ad Anatol'.
«Favorite dalla signora,» disse con la sua voce di basso il domestico, sbarrandogli la strada.
«Da quale signora? E tu chi sei?» domandò Anatol' con un bisbiglio affannoso.
«Favorite; ho l'ordine di portarvi su.»